Voglio essere onesto, hai visto la foto di questo articolo? 

Una cosa è sicura, non vedrai mai più questi prezzi.

Purtroppo, in questo periodo siamo tutti alla disperata ricerca di queste benedette mascherine. Molte aziende si sono riconvertite nella disperata produzione di queste mascherine, anche di stoffa, nel cercare di dare l’offerta alla domanda diventata ormai incalzante e cercando anche di contenere i costi il più possibile. 

Il vero problema è che non potremo mai, ora come ora, far fronte alla domanda, ci vorranno mesi, inoltre le semplici mascherine di stoffa non basteranno, ci vorranno le mascherine professionali, tipo le ffp2 o le ffp3.

Ma facciamo un passo indietro, voglio spiegarti la differenza tra tutti i tipi di Mascherine:

Come ben sai in commercio ne esistono di diverse tipologie per cui è necessario che tu conosca bene le differenze e il funzionamento di queste mascherine.

Iniziamo con le più semplici e le più diffuse:

Mascherine di carta o chirurgiche; Spesso hai visto in TV, nei servizi al telegiornale, molti giapponesi indossarle;

Questo perché Essi hanno una cultura Altruista e le adoperano per non trasmettere Virus e Germi a terze persone, come, ad esempio, quando sono raffreddati.

Questo tipo di mascherina infatti non protegge da agenti atmosferici esterni, infatti, quasi tutti pensano che le usano per l’inquinamento, sbagliato, inoltre non proteggono da batteri o virus che arrivano da fuori, ma permettono soltanto, a chi le indossa, di non diffondere eventuali microrganismi. 

Questo cosa vuol dire? Che questo tipo di mascherine non protegge chi le indossa, ma solo le persone che gli sono intorno e per essere efficienti andrebbero cambiate frequentemente, ma la situazione e le difficoltà a reperirle fa sì che ciò non sia possibile. Cosa fare allora? Esse possono essere riutilizzate dopo averle, però, accuratamente sterilizzate con degli spray antibatterici o alcool e poi lasciate asciugare accuratamente.

Mascherine professionali FFP2 o FFP3:

Questi tipi di mascherine sono professionali, solitamente, in questa emergenza, sono usate dal personale medico sanitario, e le puoi trovare con o senza valvola.

Ti spiego le differenze:

Le FFP2 senza valvola non permettono il passaggio da entrambi i lati di particelle virali. Questo vuol dire che Proteggono sia chi le indossa che chi sta loro intorno.  Quelle con il filtro, invece, non permettono il passaggio in entrata delle particelle virali, ma potrebbero permettere il passaggio delle stesse in uscita e, se chi le indossa è un soggetto con problemi di salute, chi sta loro intorno è a rischio contagio.

Le FFP3 sono come le FFP2 ma sostanzialmente assicurano una maggior protezione in entrata, queste vengono usate nei raparti più complessi come la terapia intensiva.

Le FFP2 filtrano particelle a partire da 0,6 nanometri fino al 94% mentre le FFP3 fino al 99%. 

Un ultimo appunto sulle mascherine con filtro è che questo va periodicamente sostituito.

Possiamo dire che per la vita quotidiana le FFP2 sono più che valide, ma consiglio 

quelle senza filtro.

Dopo avervi spiegato la differenza tra i vari tipi di mascherine, vi spiego il perché esse sono così difficili da reperire e perché i prezzi sono aumentati al momento.

Bisogna fare un passo indietro nel tempo e parliamo di mascherine in generale:

Ad oggi non esiste nessuna azienda in Italia che produce mascherine di qualsiasi tipo.

Tutte le mascherine che hai comprato fino adesso, se leggi attentamente, sono made in Cina, oppure made in extra UE, comunque al 90% provengono dalla Cina. 

Questo perché la produzione in Italia non permetteva di competere con la concorrenza straniera, pertanto le aziende che un tempo producevano mascherine, si sono adattate a fare altro ed a concentrarsi su altra produzione, lasciando così il mercato in mano ai cinesi.

Ad oggi, vista l’emergenza, alcune aziende si sono riconvertite e hanno iniziato a produrre 

mascherine per poter rispondere alla forte domanda dovuta all’emergenza Nuovo Corona-Virus. 

Spesso, però, queste mascherine sono fatte di stoffa, quindi non sufficientemente protettive per chi le indossa, come ho spiegato all’inizio di questo post e, altro fattore, e qui entriamo nel merito della burocrazia, manca il cosiddetto bollino blu, cioè la certificazione che ne attesti la qualità e pertanto non potrebbero essere vendute, ma vista l’emergenza e la necessità ad averle, gli organi competenti lasciano fare.

Addirittura, ci sono aziende che producono mascherine le quali, sono state approvate dal Politecnico di Milano e, nonostante queste aziende abbiano inviato una Nota Tecnica all’ Istituto Superiore di Sanità che ne attesta l’efficacia e le caratteristiche Tecniche, non possono proporle alle USL né tantomeno essere acquistate da quest’ultime nonostante il grande bisogno di averle.

Diciamo che molte le aziende si sono lanciate in questo mercato, anche per evitare di restare ferme, di bloccare la produzione, in parte è il business del momento insieme agli igienizzanti.

Perché queste non si trovano sul mercato?

Le aziende in Cina che producono mascherine stanno lavorando a pieno regime, poi sappiamo benissimo che i pieni regimi delle aziende cinesi sono ben oltre le nostre aspettative. Resta il fatto che queste mascherine sono difficilissime da trovare e se si trovano i prezzi sono aumentati!  

Ti spiego dopo il perché.

Per avere queste mascherine è una vera lotta, pensa che un mio fornitore, si ritrova il container bloccato in Cina da marzo, tra l’altro già pagato (i cinesi si fanno pagare la merce in anticipo).

Cosa succederà ora? Le ipotesi sono due:

1) Molto probabilmente questo container finirà all’asta, dopo di ché il mio fornitore, con i tempi burocratici verrà rimborsato del solo prezzo di costo senza ricevere nessun guadagno minimo. 

2)Le mascherine arriveranno tra un mese o addirittura 2 mesi e intanto il suo capitale, i soldi cioè che ha già versato è fermo lì e questo è un grosso danno economico per un’azienda italiana. 

Nel frattempo, altre aziende, più forti, estere, come ad esempio un’azienda americana 

che è riuscita ad impadronirsi di milioni di mascherine, destinate ai porti francesi, hanno iniziato il “Gioco dell’Asta” con i Cinesi; Cosa vuol dire? In parole povere, le mascherine non si trovano per il semplice fatto che sono arrivate aziende di altri paesi ed hanno offerto di più ai Cinesi accaparrandosi interi container di merce già pronta e pagata dalle aziende europee; I Cinesi hanno chiesto un contro-rilancio alle nostre aziende che non potendo competere con i colossi si sono dovute rassegnare ad aspettare il Rimborso o l’Invio Tardivo della merce pagata.

Questo è capitato anche in Italia: Aziende estere sono riuscite ad aggiudicarsi 

interi container di mascherine già pagate dalle nostre aziende.

Perché costano così care?

Ovviamente uno penserà, tanta è la domanda, poca è l’offerta e quindi si aumentano i prezzi.

Non è così!

Voglio spezzare una lancia a favore delle nostre imprese tricolore. 

Le aziende italiane, non vogliono specularci sopra, salvo qualche eccezione, purtroppo qualche caso lo abbiamo avuto anche qua.

Comunque, dicevo: le nostre aziende, che spesso si ritrovano la merce confiscata dalle autorità per darla agli ospedali, non hanno aumentato la percentuale di guadagno.

Spesso si sente dire: “mandiamogli i controlli”. 

Ma non sono le aziende Italiane ad aver aumentato i costi arbitrariamente.

Alle aziende, un pacco di mascherine chirurgiche da 50 pezzi poteva costare in 

media, 12 mesi fa, anche 3,00 euro. Ad oggi, aprile 2020, lo stesso pacco di 

mascherine, può arrivare a costare 47,50 € + IVA.

Questi costi sono lievitati per via dell’aumento della materia prima. 

Ci sono stati diversi aumenti come, ad esempio, l’aumento dell’alcool, quindi l’aumento degli igienizzanti. 

Questi ultimi, oltre al costo della materia prima, sono aumentati vertiginosamente, ed incidono tantissimo; I costi di trasporto, anch’essi incidono. Devi considerare che ci sono molti meno aerei e navi che partono, e la stiva ha una determinata capienza e non di più, 

pertanto, possono trasportare meno merce e quindi sono aumentati i costi dei trasporti e a volte sono anche raddoppiati.

Quindi, i prezzi sono aumentati alla fonte! Nessuna azienda italiana, almeno che io conosca, sta speculando sui costi di mascherine e igienizzanti.

Come si potrà invertire questo senso di marcia?

A mio onesto parere per ora è impossibile per due aspetti. 

Il primo è che un’azienda deve investire capitali, difficili da trovare oggi, per riconvertire la produzione e anche se questo dovesse avvenire, ci si mette di mezzo la burocrazia con 

Autorizzazioni e permessi perché di semplificato in Italia c’è ben poco.

Il secondo aspetto è che magari, dopo aver investito capitali, magari chiesto un prestito, per aver riconvertito la produzione, quindi aver cambiato totalmente la linea meccanica di un’azienda, a fine emergenza nessuno più comprerà le mascherine prodotte da quella azienda perché arriverà la concorrenza estera con prezzi minori per via delle tasse che sono inferiori rispetto al nostro paese ed tutta un’altra serie di costi; Pertanto l’imprenditore che potrebbe fare una cosa del genere e trasformare la propria azienda, fa un’attenta analisi di costi benefici.

Stesso discorso varrà anche per i guanti: Quando si parlerà dei guanti sui luoghi di lavoro appena potremo riaprire tutti. Anche lì ci dovremo aspettare degli aumenti: Indovinate le uniche nazioni che producono guanti in nitrile quali sono? Cina e Malesia. 

Luca Linzalone

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