È possibile fidarsi di Temu per quanto riguarda i cosmetici?
Altroconsumo ha effettuato dei test sul noto sito cinese che vende prodotti a prezzi estremamente bassi, ecco i risultati:
Temu è la versione avanzata di Shein, un sito noto per la vendita di prodotti di moda a basso costo. Tuttavia, ogni lavoratore di Shein guadagna solo 2/3 centesimi a capo e, se il lavoratore è poco produttivo, gli viene tolta parte della paga. Temu è un’applicazione che offre una vasta gamma di prodotti a prezzi ancora più convenienti rispetto ad altri e-commerce. Recentemente è stata scoperta la notizia che secondo gli Stati Uniti, Temu riesce ad avere prezzi così bassi perché vende i dati sensibili degli iscritti.
Altroconsumo ha selezionato 13 prodotti di cosmetici e ha riscontrato almeno una non conformità in ognuno. In tutti i casi, i prodotti selezionati non riportavano l’elenco completo degli ingredienti o lo riportavano solo parzialmente. Inoltre, sono state riscontrate problematiche legate alla mancanza del numero di lotto, dei contatti del produttore oppure di istruzioni non in lingua italiana, difficili da leggere a causa delle dimensioni ridotte. Anche la marcatura CE risulta errata o contraffatta.
Oltre alla non conformità dei prodotti, sono state rilevate violazioni della normativa europea che tutela i consumatori, ad esempio procedure di acquisto troppo veloci e la presenza di un sito poco sicuro, vulnerabile ad attacchi esterni. Inoltre, le procedure di reso violano la normativa europea, che vieta l’obbligo di motivazione in caso di recesso online. Temu richiede la motivazione della richiesta di recesso e le tempistiche di rimborso sono molto lente, circa un mese. Ciò va contro il codice del consumo, che prevede il rimborso entro 14 giorni per i siti e-commerce.
In sintesi, non è consigliabile acquistare cosmetici su Temu, poiché i test condotti da Altroconsumo hanno rivelato numerose non conformità nei prodotti selezionati. Questi prodotti non riportavano l’elenco completo degli ingredienti, il numero di lotto o i contatti del produttore, e la marcatura CE era spesso errata o contraffatta. Inoltre, il sito presenta problematiche di sicurezza e le procedure di acquisto e reso violano la normativa europea in materia di tutela dei consumatori. La bassa qualità dei prodotti e le non conformità rispetto alle normative europee hanno portato Altroconsumo a segnalare il problema al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.